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 Nazionalcomunismo: mito o dottrina politica?

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justicialista

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MessaggioTitolo: Re: Nazionalcomunismo: mito o dottrina politica?   Ven Dic 16, 2011 11:14 pm

NAZBOL ha scritto:
State facendo tutti una grande confusione. Nazionalbolscevismo e nazionalcomunismo sono la stessa cosa e non fanno parte dell'ortodossia marxista-leninista, come diceva giustamente Italicvs il nazional-bolscevismo è la negazione totale della società aperta e l'affermazione della società chiusa e rappresenta la sintesi più radicale mai avvenuta prima tra Rivoluzione Sociale e Rivoluzione Nazionale. Andando nel dettaglio il nazional-bolscevismo è la fusione tra il Fascismo di Sinistra (Socialismo Massimalista Interventista non marxista) e il Comunismo di Destra (quello platonico e spartano per intenderci e non quello marxista) e infine il loro superamento. Questo è il NAZIONAL-BOLSCEVISMO.

Non è vero. Non da un punto di vista storico e dottrinario che, poi, sono gli unici punti di vista validi in analisi come questa.
Il nazionalcomunista Niekisch, come saprai, non proponeva le stesse ricette del "socialista tedesco" (noto anche come nazionalbolscevico) Otto Strasser.
Niekisch aveva come punti di riferimento Marx e Lenin, Strasser no. Il nazional-comunismo è una variante , oserei dire "inconscia", che caratterizzò alcuni regimi di ispirazione marxista-leninista. La storia dell'opposizione alla teoria della società "aperta" di popperiana memoria, invece, è cosa recente e rientra nel fenomeno del neo-nazionalbolscevismo russo. Che il fascismo di "sinistra" sia stato "socialismo massimalista" (programma "massimo" e programma "minimo", ricordiamo di cosa stiamo parlando!) è un'affermazione storicamente incorretta. Il fascismo di sinistra era una formulazione politico-ideologica molto vicina al pensiero delle JONS spagnole, nazionalsindacalismo per capirci, e teorizzava la "corporazione proprietaria". Il comunismo di "destra" o il comunismo "platonico", invece, sono concetti estrapolati da riviste marginali come Avanguardia o dalle bislacche teorizzazioni del Freda di "Disintegrazione del Sistema".

Oggi, più che mai, è possibile notare la differenza tra nazional-comunisti e nazional-bolscevichi. Alla prima categoria appartiene Zjuganove e il KPRF. Alla seconda lo sgangherato movimento di Eduard Limonov. Uso questo aggettivo perché, a ben pensarci, sarebbe un insulto paragonare i nazionalbolscevichi di un tempo al bizzarro NBP.

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MessaggioTitolo: Re: Nazionalcomunismo: mito o dottrina politica?   Sab Dic 17, 2011 12:19 pm

Scusate ragazzi ma sono totalmente ignorante riguardo questo "nazionalcomunismo", cos'è? scratch Vedo delle bandiere rosse con cerchio bianco e falce e martello nera che mi sanno tanto di ibrido ideologico "nazicomunista" spero si tratti di una caricatura e non di una reale ideologia politica perchè altrimenti saremmi messi davvero male. Rolling Eyes
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MessaggioTitolo: Re: Nazionalcomunismo: mito o dottrina politica?   Mar Dic 20, 2011 7:51 pm

Octopus ha scritto:
Italicvs ha scritto:
Octopus ha scritto:
Secondo me il Nazionalcomunismo è l'ideologia del XXI secolo. L'unica che potrà davvero contrastare la Liberaldemocrazia, realizzando una vera Democrazia (che non può non essere socialista).
Il Nazionalcomunismo è il punto di scontro (non di incontro, si badi bene) tra le due più forti e radicali ideologie del Novecento: il Nazionalismo e il Comunismo. Dico punto di scontro perchè, come in ogni point break, resistono solo le idee più forti, mentre nel punto di incontro si assiste ad un annacquamento, ad una moderazione che fa perdere ad entrambe le ideologie la forza propulsiva.
Il principale limite del comunismo è stato l'internazionalismo, che poi si è tramutato in terzomondismo, e alla fine c'è stato più interesse per i minatori in Perù invece che per gli operai sotto casa.
Il principale limite del nazionalismo è stato l'anticomunismo, che ha fatto si che molti nazionalisti accettassero il capitalismo, l'atlantismo e la liberaldemocrazia pur di arginare il PERICOLO ROSSO.

Credo e spero che il nuovo secolo, smascherando definitivamente la natura internazionalista e antisocialista del capitalismo e della liberaldemocrazia, possa vedere la nascita e l'affermazione del Nazionalcomunismo.
Mi ritrovo molto in quello che dici anche se non condivido la valutazione positiva del nazionalcomunismo e te lo dice un "ex nazbol". Il nazional-comunismo (o nazional-bolscevismo) viene definito da Dugin nella "metafisica del nazional-bolscevismo" come l'antitesi della società aperta e il trionfo della società chiusa. In una prospettiva nazional-comunista non esisterebbe la Democrazia (quella di cui mi hai parlato) ma il totalitarismo e se permetti questo sarebbe uno scenario da incubo, il trionfo della più becera reazione roba da far sembrare moderati il fascismo e nazional-socialismo. Senza contare che gli attuali gruppi nazbol sono dichiaratamente razzisti e aperti a teorie "strampalate" come quelle etnonazionaliste.

Capisco ciò che dici, ma ciò non ci impedisce di depurare il nazionalbolscevismo "classico" dalle derive razziste e/o totalitarie che lo caratterizzano.
Inoltre, gli attuali gruppi nazbol, come giustamente dici tu, sono più vicini ad una impostazione nazifascista che ad una socialista, quindi sappiamo che il nazionalcomunismo europeo non potrà e non dovrà inserirsi in quel solco ideologico.
Possiamo e dobbiamo impegnarci al fine di realizzare un impianto ideologico radicale, democratico e antiliberale confacente all'Europa.
Prendere e sviluppare le idee che condividiamo, cancellando quelle che non vanno bene e aggiungendone altre nostre.
Depurato o meno il nazionalcomunismo rimane un'anticaglia "vecchia come il cucco". A mio parere non serve a nulla fare un'ammucchiata dei rottami ideologici novecenteschi sperando così, dai cocci, di costruire qualcosa di rattoppato alla meno peggio. Il nazionalcomunismo come la giri e la rigiri non è altro che una sintesi di ideologie accomunate dall'autoritarismo di germanica mentalità. Mettendo insieme i due volti dell'autoritarismo germanico si ottiene nient'altro che una distopia, e l'attuale sistema sarebbe sostituito da un altro sistema diverso sì, ma similmente negativo. Rolling Eyes
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MessaggioTitolo: Re: Nazionalcomunismo: mito o dottrina politica?   Mer Dic 21, 2011 12:34 pm

Antagonista ha scritto:
Octopus ha scritto:
Italicvs ha scritto:
Octopus ha scritto:
Secondo me il Nazionalcomunismo è l'ideologia del XXI secolo. L'unica che potrà davvero contrastare la Liberaldemocrazia, realizzando una vera Democrazia (che non può non essere socialista).
Il Nazionalcomunismo è il punto di scontro (non di incontro, si badi bene) tra le due più forti e radicali ideologie del Novecento: il Nazionalismo e il Comunismo. Dico punto di scontro perchè, come in ogni point break, resistono solo le idee più forti, mentre nel punto di incontro si assiste ad un annacquamento, ad una moderazione che fa perdere ad entrambe le ideologie la forza propulsiva.
Il principale limite del comunismo è stato l'internazionalismo, che poi si è tramutato in terzomondismo, e alla fine c'è stato più interesse per i minatori in Perù invece che per gli operai sotto casa.
Il principale limite del nazionalismo è stato l'anticomunismo, che ha fatto si che molti nazionalisti accettassero il capitalismo, l'atlantismo e la liberaldemocrazia pur di arginare il PERICOLO ROSSO.

Credo e spero che il nuovo secolo, smascherando definitivamente la natura internazionalista e antisocialista del capitalismo e della liberaldemocrazia, possa vedere la nascita e l'affermazione del Nazionalcomunismo.
Mi ritrovo molto in quello che dici anche se non condivido la valutazione positiva del nazionalcomunismo e te lo dice un "ex nazbol". Il nazional-comunismo (o nazional-bolscevismo) viene definito da Dugin nella "metafisica del nazional-bolscevismo" come l'antitesi della società aperta e il trionfo della società chiusa. In una prospettiva nazional-comunista non esisterebbe la Democrazia (quella di cui mi hai parlato) ma il totalitarismo e se permetti questo sarebbe uno scenario da incubo, il trionfo della più becera reazione roba da far sembrare moderati il fascismo e nazional-socialismo. Senza contare che gli attuali gruppi nazbol sono dichiaratamente razzisti e aperti a teorie "strampalate" come quelle etnonazionaliste.

Capisco ciò che dici, ma ciò non ci impedisce di depurare il nazionalbolscevismo "classico" dalle derive razziste e/o totalitarie che lo caratterizzano.
Inoltre, gli attuali gruppi nazbol, come giustamente dici tu, sono più vicini ad una impostazione nazifascista che ad una socialista, quindi sappiamo che il nazionalcomunismo europeo non potrà e non dovrà inserirsi in quel solco ideologico.
Possiamo e dobbiamo impegnarci al fine di realizzare un impianto ideologico radicale, democratico e antiliberale confacente all'Europa.
Prendere e sviluppare le idee che condividiamo, cancellando quelle che non vanno bene e aggiungendone altre nostre.
Depurato o meno il nazionalcomunismo rimane un'anticaglia "vecchia come il cucco". A mio parere non serve a nulla fare un'ammucchiata dei rottami ideologici novecenteschi sperando così, dai cocci, di costruire qualcosa di rattoppato alla meno peggio. Il nazionalcomunismo come la giri e la rigiri non è altro che una sintesi di ideologie accomunate dall'autoritarismo di germanica mentalità. Mettendo insieme i due volti dell'autoritarismo germanico si ottiene nient'altro che una distopia, e l'attuale sistema sarebbe sostituito da un altro sistema diverso sì, ma similmente negativo. Rolling Eyes
Hai espresso perfettamente quello che pensavo anch'io da diverso tempo. Ottimo post! Wink
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MessaggioTitolo: Re: Nazionalcomunismo: mito o dottrina politica?   Mer Dic 21, 2011 3:30 pm

Antagonista ha scritto:
Octopus ha scritto:
Italicvs ha scritto:
Octopus ha scritto:
Secondo me il Nazionalcomunismo è l'ideologia del XXI secolo. L'unica che potrà davvero contrastare la Liberaldemocrazia, realizzando una vera Democrazia (che non può non essere socialista).
Il Nazionalcomunismo è il punto di scontro (non di incontro, si badi bene) tra le due più forti e radicali ideologie del Novecento: il Nazionalismo e il Comunismo. Dico punto di scontro perchè, come in ogni point break, resistono solo le idee più forti, mentre nel punto di incontro si assiste ad un annacquamento, ad una moderazione che fa perdere ad entrambe le ideologie la forza propulsiva.
Il principale limite del comunismo è stato l'internazionalismo, che poi si è tramutato in terzomondismo, e alla fine c'è stato più interesse per i minatori in Perù invece che per gli operai sotto casa.
Il principale limite del nazionalismo è stato l'anticomunismo, che ha fatto si che molti nazionalisti accettassero il capitalismo, l'atlantismo e la liberaldemocrazia pur di arginare il PERICOLO ROSSO.

Credo e spero che il nuovo secolo, smascherando definitivamente la natura internazionalista e antisocialista del capitalismo e della liberaldemocrazia, possa vedere la nascita e l'affermazione del Nazionalcomunismo.
Mi ritrovo molto in quello che dici anche se non condivido la valutazione positiva del nazionalcomunismo e te lo dice un "ex nazbol". Il nazional-comunismo (o nazional-bolscevismo) viene definito da Dugin nella "metafisica del nazional-bolscevismo" come l'antitesi della società aperta e il trionfo della società chiusa. In una prospettiva nazional-comunista non esisterebbe la Democrazia (quella di cui mi hai parlato) ma il totalitarismo e se permetti questo sarebbe uno scenario da incubo, il trionfo della più becera reazione roba da far sembrare moderati il fascismo e nazional-socialismo. Senza contare che gli attuali gruppi nazbol sono dichiaratamente razzisti e aperti a teorie "strampalate" come quelle etnonazionaliste.

Capisco ciò che dici, ma ciò non ci impedisce di depurare il nazionalbolscevismo "classico" dalle derive razziste e/o totalitarie che lo caratterizzano.
Inoltre, gli attuali gruppi nazbol, come giustamente dici tu, sono più vicini ad una impostazione nazifascista che ad una socialista, quindi sappiamo che il nazionalcomunismo europeo non potrà e non dovrà inserirsi in quel solco ideologico.
Possiamo e dobbiamo impegnarci al fine di realizzare un impianto ideologico radicale, democratico e antiliberale confacente all'Europa.
Prendere e sviluppare le idee che condividiamo, cancellando quelle che non vanno bene e aggiungendone altre nostre.
Depurato o meno il nazionalcomunismo rimane un'anticaglia "vecchia come il cucco". A mio parere non serve a nulla fare un'ammucchiata dei rottami ideologici novecenteschi sperando così, dai cocci, di costruire qualcosa di rattoppato alla meno peggio. Il nazionalcomunismo come la giri e la rigiri non è altro che una sintesi di ideologie accomunate dall'autoritarismo di germanica mentalità. Mettendo insieme i due volti dell'autoritarismo germanico si ottiene nient'altro che una distopia, e l'attuale sistema sarebbe sostituito da un altro sistema diverso sì, ma similmente negativo. Rolling Eyes
Quindi non mi ero sbagliato, questo nazionalcomunismo è un ibrido ideologico tra i totalitarismi del XX secolo. Ma che senso avrebbe una formazione politica di questo tipo? Già l'estrema destra e l'estrema sinistra hanno percentuali da prefisso telefonico figuriamoci una formazione di questo tipo... Rolling Eyes
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MessaggioTitolo: Re: Nazionalcomunismo: mito o dottrina politica?   Gio Dic 22, 2011 2:37 am

Leggevo alcuni articoli di Murelli sull'argomento. Anche lui, pur essendosi definito "nazionalbolscevico" nei '90, oggi afferma che è un percorso morto e sepolto. Anche Dugin s'è distanziato dall'ambiente. Ora si interessa quasi esclusivamente di geopolitica e di antropologia. Quando parla di politica rivaluta, per lo più, i fascisti dissidenti (Strasser, Valois ecc...)
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MessaggioTitolo: Re: Nazionalcomunismo: mito o dottrina politica?   Gio Dic 22, 2011 8:24 pm

justicialista ha scritto:
Leggevo alcuni articoli di Murelli sull'argomento. Anche lui, pur essendosi definito "nazionalbolscevico" nei '90, oggi afferma che è un percorso morto e sepolto. Anche Dugin s'è distanziato dall'ambiente. Ora si interessa quasi esclusivamente di geopolitica e di antropologia. Quando parla di politica rivaluta, per lo più, i fascisti dissidenti (Strasser, Valois ecc...)
Ormai tutti gli ex nazbol (o quasi tutti) hanno abbandonato questa etichetta e si definiscono semplicemente eurasiatisti infatti l'eurasiatismo non è altro che un superamento del nazionalcomunismo e dello stesso comunitarismo nazional europeo solo che sono diventati ancora più grotteschi di prima almeno qui in Italia visto che ormai li possiamo considerare parte a tutti gli effetti del centro-destra

PS: arriverà sicuramente il solito cazzone a dire che niente è vero, visto che le cazzate non le dico cercate su facebook i "comitati stalinisti berlusconiani" Cool
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MessaggioTitolo: Re: Nazionalcomunismo: mito o dottrina politica?   Mer Dic 28, 2011 9:56 pm

Antagonista ha scritto:
Octopus ha scritto:
Italicvs ha scritto:
Octopus ha scritto:
Secondo me il Nazionalcomunismo è l'ideologia del XXI secolo. L'unica che potrà davvero contrastare la Liberaldemocrazia, realizzando una vera Democrazia (che non può non essere socialista).
Il Nazionalcomunismo è il punto di scontro (non di incontro, si badi bene) tra le due più forti e radicali ideologie del Novecento: il Nazionalismo e il Comunismo. Dico punto di scontro perchè, come in ogni point break, resistono solo le idee più forti, mentre nel punto di incontro si assiste ad un annacquamento, ad una moderazione che fa perdere ad entrambe le ideologie la forza propulsiva.
Il principale limite del comunismo è stato l'internazionalismo, che poi si è tramutato in terzomondismo, e alla fine c'è stato più interesse per i minatori in Perù invece che per gli operai sotto casa.
Il principale limite del nazionalismo è stato l'anticomunismo, che ha fatto si che molti nazionalisti accettassero il capitalismo, l'atlantismo e la liberaldemocrazia pur di arginare il PERICOLO ROSSO.

Credo e spero che il nuovo secolo, smascherando definitivamente la natura internazionalista e antisocialista del capitalismo e della liberaldemocrazia, possa vedere la nascita e l'affermazione del Nazionalcomunismo.
Mi ritrovo molto in quello che dici anche se non condivido la valutazione positiva del nazionalcomunismo e te lo dice un "ex nazbol". Il nazional-comunismo (o nazional-bolscevismo) viene definito da Dugin nella "metafisica del nazional-bolscevismo" come l'antitesi della società aperta e il trionfo della società chiusa. In una prospettiva nazional-comunista non esisterebbe la Democrazia (quella di cui mi hai parlato) ma il totalitarismo e se permetti questo sarebbe uno scenario da incubo, il trionfo della più becera reazione roba da far sembrare moderati il fascismo e nazional-socialismo. Senza contare che gli attuali gruppi nazbol sono dichiaratamente razzisti e aperti a teorie "strampalate" come quelle etnonazionaliste.

Capisco ciò che dici, ma ciò non ci impedisce di depurare il nazionalbolscevismo "classico" dalle derive razziste e/o totalitarie che lo caratterizzano.
Inoltre, gli attuali gruppi nazbol, come giustamente dici tu, sono più vicini ad una impostazione nazifascista che ad una socialista, quindi sappiamo che il nazionalcomunismo europeo non potrà e non dovrà inserirsi in quel solco ideologico.
Possiamo e dobbiamo impegnarci al fine di realizzare un impianto ideologico radicale, democratico e antiliberale confacente all'Europa.
Prendere e sviluppare le idee che condividiamo, cancellando quelle che non vanno bene e aggiungendone altre nostre.
Depurato o meno il nazionalcomunismo rimane un'anticaglia "vecchia come il cucco". A mio parere non serve a nulla fare un'ammucchiata dei rottami ideologici novecenteschi sperando così, dai cocci, di costruire qualcosa di rattoppato alla meno peggio. Il nazionalcomunismo come la giri e la rigiri non è altro che una sintesi di ideologie accomunate dall'autoritarismo di germanica mentalità. Mettendo insieme i due volti dell'autoritarismo germanico si ottiene nient'altro che una distopia, e l'attuale sistema sarebbe sostituito da un altro sistema diverso sì, ma similmente negativo. Rolling Eyes
Molto ma molto meglio la sintesi e il superamento degli autoritarismi del XX secolo che una non precisata forma di socialismo libertario e patriottico (a parole) che non propone un'alternativa di società rispetto il modello occidentale.
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MessaggioTitolo: Re: Nazionalcomunismo: mito o dottrina politica?   Mer Dic 28, 2011 9:58 pm

Compañero ha scritto:
justicialista ha scritto:
Leggevo alcuni articoli di Murelli sull'argomento. Anche lui, pur essendosi definito "nazionalbolscevico" nei '90, oggi afferma che è un percorso morto e sepolto. Anche Dugin s'è distanziato dall'ambiente. Ora si interessa quasi esclusivamente di geopolitica e di antropologia. Quando parla di politica rivaluta, per lo più, i fascisti dissidenti (Strasser, Valois ecc...)
Ormai tutti gli ex nazbol (o quasi tutti) hanno abbandonato questa etichetta e si definiscono semplicemente eurasiatisti infatti l'eurasiatismo non è altro che un superamento del nazionalcomunismo e dello stesso comunitarismo nazional europeo solo che sono diventati ancora più grotteschi di prima almeno qui in Italia visto che ormai li possiamo considerare parte a tutti gli effetti del centro-destra

PS: arriverà sicuramente il solito cazzone a dire che niente è vero, visto che le cazzate non le dico cercate su facebook i "comitati stalinisti berlusconiani" Cool
Cos'hai contro i comitatati stalinisti berlusconiani? Dicci, dicci, se sei in grado... Cool
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MessaggioTitolo: Re: Nazionalcomunismo: mito o dottrina politica?   Gio Dic 29, 2011 4:10 pm

Silvio ha scritto:
Compañero ha scritto:
justicialista ha scritto:
Leggevo alcuni articoli di Murelli sull'argomento. Anche lui, pur essendosi definito "nazionalbolscevico" nei '90, oggi afferma che è un percorso morto e sepolto. Anche Dugin s'è distanziato dall'ambiente. Ora si interessa quasi esclusivamente di geopolitica e di antropologia. Quando parla di politica rivaluta, per lo più, i fascisti dissidenti (Strasser, Valois ecc...)
Ormai tutti gli ex nazbol (o quasi tutti) hanno abbandonato questa etichetta e si definiscono semplicemente eurasiatisti infatti l'eurasiatismo non è altro che un superamento del nazionalcomunismo e dello stesso comunitarismo nazional europeo solo che sono diventati ancora più grotteschi di prima almeno qui in Italia visto che ormai li possiamo considerare parte a tutti gli effetti del centro-destra

PS: arriverà sicuramente il solito cazzone a dire che niente è vero, visto che le cazzate non le dico cercate su facebook i "comitati stalinisti berlusconiani" Cool
Cos'hai contro i comitatati stalinisti berlusconiani? Dicci, dicci, se sei in grado... Cool
Ma dai su! Rolling Eyes Laughing "Stalinismo Berlusconiano", già il nome è una pagliacciata di suo e spero che il CPE prenda le distanze da questo delirio perchè altrimenti sarebbe un autogoal clamoroso e il CPE non verrebbe più visto come un movimento alternativo al sistema ma come un'appendice del centro-destra berlusconiano. Rolling Eyes
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