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 Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario

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Italicvs

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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Lun Mar 12, 2012 10:17 am

Siccome di socialismo nazionale ne abbiamo parlato tutti fino alla nausea sentiamo l'opinione di U.S.N. prima di continuare questa discussione.
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rossolittore

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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Lun Mar 19, 2012 3:02 pm

U.S.N. ha scritto:
Innanzitutto saluto Italicus con cui già parlavamo ai tempi del forum di Sinistra Nazionale.


Chi ha parlato fino ad adesso (come tale Rosso Littore clonando un vecchio nome di uno dei nostri iscritti) a nome nostro è pregato di non farlo più, visto che abbiamo un Ufficio Politico e un Uff. Formazione.


Detto questo, ringrazio tutti per l'interesse (negativo o positivo che sia) verso U.S.N.

Nessuno di noi rinnega le proprie origini, ma è facile vedere che siamo l'unico partito con talune origini
che è uscito dalla Palude Nera della Destra per fare un cammino DIVERSO.

Risponderò a ogni msg di questo lungo thread risposta per risposta, con pazienza

grazie per chi avrà voglia di leggere.

UFF. FORMAZIONE USN-RSI
Scusa ma tu chi cazzo sei? Tutti possono venire qui e vantarsi d'essere chissà chi ma quello che conta alla fine sono i rapporti "de visu" e non quelli da dietro la tastiera di un computer caro il mio U.S.N. !
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FascioeMartello

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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Mer Mar 21, 2012 7:11 pm

U.S.N. ha scritto:
Innanzitutto saluto Italicus con cui già parlavamo ai tempi del forum di Sinistra Nazionale.


Chi ha parlato fino ad adesso (come tale Rosso Littore clonando un vecchio nome di uno dei nostri iscritti) a nome nostro è pregato di non farlo più, visto che abbiamo un Ufficio Politico e un Uff. Formazione.


Detto questo, ringrazio tutti per l'interesse (negativo o positivo che sia) verso U.S.N.

Nessuno di noi rinnega le proprie origini, ma è facile vedere che siamo l'unico partito con talune origini
che è uscito dalla Palude Nera della Destra per fare un cammino DIVERSO.

Risponderò a ogni msg di questo lungo thread risposta per risposta, con pazienza

grazie per chi avrà voglia di leggere.

UFF. FORMAZIONE USN-RSI


«Io, italiano e proletario, ammiratore e seguace di Carlo Pisacane, il più vero e autentico precursore del nazionalsocialismo, ho seguito Mussolini perché in lui vedevo il solo mezzo per spezzare le catene della miseria secolare del nostro popolo».

Lo scrisse nel 1945 Stanis Ruinas, uno dei tanti che, in buona fede avevano visto nel Fascismo la risposta italiana (ed europea) all'ingiustizia del sistema capitalista.
Questi “fascisti di sinistra” capirono poi i limiti della propaganda fascista e gli inganni di cui loro stessi erano stati vittime.
Tuttavia, come lo stesso Ruinas ammetterà, lo scopo del Fascismo non è stato quello di scardinare il sistema di sfruttamento mondiale gestito dal potere capitalista.

Per dare sfogo alle sue mire imperialistiche, la propaganda fascista identificò nell’America e nella sua dittatura finanziaria il vero nemico su cui scagliarsi. Il Fascismo non combatte la guerra del sangue contro l’oro, e la seconda guerra mondiale non fu la sfida ai ricchi e ai potenti del mondo, non fu la resa dei conti finale con borghesie e le lobby finanziarie cosmopolite. (anche perché al capitalismo anglo-americanofilo, si sarebbe sostituito il nazicapitalismo dei Krupp, Thyssen, Bayer, ecc.... per l'Italia i vari Ciano, Volpi).

Il fascismo è stato “un grande inganno”, ecco perché qui di seguito intendo chiarire i seguenti punti:


1) La Marcia su Roma fu avvallata da Vittorio Emanuele, che rifiutando la proposta di Facta di dichiarare lo stato d’assedio, “legalizzò’” l’occupazione di Mussolini e, senza elezioni, lo dichiarò “presidente del consiglio”. La monarchia sabauda restò aderente al regime fino al 25 luglio 1943, quando Vittorio Emanuele farà arrestare Mussolini, dopo aver premuto sul Gran consiglio affinchè fosse sfiduciato. Il resto è storia. E' innegabile l'esistenza di una solida alleanza tra fascismo, grande borghesia, capitalisti, gerarchie ecclesiastiche (Vaticano)e con tutto ciò che era vecchio e perfino anteriore alla rivoluzione francese.
Il fascismo non e stato altro che una controrivoluzione preventiva della borghesia PER REAGIRE ALLA MANCATA RIVOLUZIONE SOCIALE CHE SAREBBE POTUTA SCATURIRE DURANTE IL 19-20'. Il fascismo al di là dei falsi slogan anticapitalisti, si è sempre appoggiato al capitalismo come condizione per rimanere al potere. Il fascismo si consolida al potere e diventa regime con il sostegno di decisivi interessi capitalistici, dei quali quindi deve accettare le logica dell’autoreferenzialità economica refrattaria a qualsiasi comando politico totalitario. Le Confindustria e le organizzazioni padronali tutelano lo svolgimento delle attività imprenditoriali secondo la logica del profitto economico, che durante tutto il ventennio era svincolata da quella del totalitarismo politico.

2) Stendiamo un velo pietoso sul nazionalismo fascista e l'imperialismo colonialista che esasperava i riferimenti nazionali. In risposta a chi ha parlato di "interesse nazionale" si può citare il fatto che infatti fu il padronato legato all'industria pesante “protezionista” e più incline ad avventure imperialistiche, a sostenere, finanziare e armare il fascismo. Ci sarebbe poi da dire, sul colonialismo, che fu una vera vergogna, l'uso dei gas, i campi di sterminio in africa, torture, uccisione, di donne e bambini inermi, e tutti i costi umani per nulla. (La condanna del colonialismo non deve valere solo per il fascismo o per l'Italia liberale di fine 800'. Io condanno tutto il colonialismo europeo inglese, francese, olandese, belga, americano, russo.........).

3) I fascisti, non sono stati altro che i "cani da guardia della borghesia e del capitalismo". I capitalisti finanziarono lo “squadrismo” e spianarono la strada verso il governo alle bande fasciste che con la violenza avevano soffocato il movimento sindacale e le organizzazioni socialiste. Per sdebitarsi di questo appoggio, nei primi anni del suo governo Mussolini attuò una politica economica di tipo liberista, che permise agli industriali e agli agrari di aumentare in modo consistente i loro profitti, a scapito dei lavoratori. Grazie a questa politica di liberismo economico le maggiori imprese, come la FIAT, la Montecatini e la Snia aumentarono notevolmente le loro esportazioni.
Dal punto di vista economico il ministro delle finanze fascista (liberista) Alberto De Stefani, fin dal 1922 fece varare i seguenti provvedimenti: compressione salariale, l'ibertà d’azione, aumento dei margini di profitto all’industria privata, alleggerimento delle tasse alle imprese, abolizione del monopolio sulle assicurazioni sulla vita, privatizzazione del servizio telefonico (le connivenze tra imprenditoria e politica durante il fascismo erano la norma: l'azienda che ebbe l'appalto per la privatizzazione dei telefoni in Italia era di Costanzo Ciano, ministro delle comunicazioni dal 1923, padre di Galeazzo, futuro marito di Edda Mussolini. Costanzo Ciano negli anni '20 festeggio' "il primo miliardo" di lire), contenimento della spesa pubblica nel settore del pubblico impiego. Tutti questi provvedimenti sono stati la matrice del fascismo non solo in Italia, ma in molti altri paesi, basti citare il Cile di Pinochet, o quello che stava diventando l'Argentina con Menem ed i diktat della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale.
L’obiettivo della politica di De Stefani era quello di riportare al pareggio il bilancio statale: nell’ambito di tale indirizzo economico incoraggiò un processo di ristrutturazione dei settori del capitale finanziario, (vedere ad esempio le onerose operazioni di salvataggio dell’Ansaldo e soprattutto del dissestato Banco di Roma, uno dei tradizionali pilastri della finanza cattolico-vaticana). Attraverso la riduzione delle tasse per le grandi imprese, liberalizzazione del mercato del lavoro, unitamente all’impegno di maggiori capitali per lo sviluppo dell’economia, il 2 giugno 1925 De Stefani annunciava il raggiungimento del pareggio di bilancio.
Nel 1926, De Stefani viene destituito da Mussolini, e sostituito con il conte Giuseppe Volpi (esponente tra i più rappresentativi del capitalismo familiare settentrionale), rappresentante degli oligopoli dell’energia elettrica, che non avevano nessun interesse ad una politica di libero scambio e di tagli alle sovvenzioni di cui beneficiavano. La politica economica del Ministro delle Finanze di Giuseppe Volpi consistette in una fortissima deflazione della Lira: attraverso una serie di provvedimenti fu ottenuta la “quota novanta” , in realtà si trattava di una manovra tendente a rafforzare il capitale privato, i grandi oligopoli, e migliorare le condizioni di vita della borghesia che aveva investito tutto in titoli di stato. (Siccome l'inflazione della lira colpiva in particolare quei titoli!). I lavoratori e le piccole e medie aziende si ritrovarono rovinati nei confronti dei grandi gruppi finanziari e bancari, che stavano vivendo uno epoca di splendore grazie agli esiti della quota novanta! L'OBIETTIVO DELLA QUOTA NOVANTA BLOCCO LE RIVENDICAZIONI OPERAIE, IRRIGIDIMENTANDO L'ECONOMIA ITALIANA E FAVORENDO LE GRANDI CONCENTRAZIONI ECONOMICHE, FINANZIARIE (su tutti Fiat, Banca Commerciale Italiana!).

4) Tutta l’economia capitalistica nel periodo successivo alla prima guerra mondiale si è orientata verso forme generalizzate di intervento e di controllo statale, e l’esperimento totalitario nazifascista ha, allo stesso modo dell’esperimento americano del New Deal, assolto la funzione di permettere e favorire l’accumulazione capitalistica, potenziando, di fatto quello che è il dato fondamentale del sistema di produzione capitalistico: lo sfruttamento del lavoro umano attraverso l’appropriazione del plusvalore, in una fase caratterizzata dal succedersi di violente crisi economiche e perciò dalla ricorrente minaccia di altrettanto violente crisi sociali. Nella fase monopolistica, accentratrice, totalitaria (nazifascismo) del capitalismo la politica delle nazionalizzazioni e della economia controllata dallo Stato è l’estrema arma di difesa del profitto e il più spietato strumento di sfruttamento del lavoratore. In Italia per rissolevare l'economia italiana dalla profonda crisi che all'inizio degli anni trenta si era scatenata in tutto il mondo come conseguenza di quella americana, venne creato l'IMI (Istituto Mobiliare Italiano), e tra il 1932 e il 33' venne fondato l'IRI (Istituto Ricostruzione Industriale), con lo scopo di risanare le imprese private, acquistandone una compartecipazione (sarebbe interessante approfondire la figura di Beneduce di cui Mattei fu discepolo) e come forma di “Capitalismo di Stato” (in Germania Wolkswagen) che in una summa salvifica del lavoro veniva in soccorso dell'impresa privata. La nazionalizzazione quindi s’inquadra in un processo di accelerazione del ritmo di accumulazione capitalistica, e perciò dello sfruttamento del lavoro umano, poiché esso si realizza in paesi dove è forte il sentimento nazionalistico, diventa l’arma prediletta della preparazione a nuovi e ancor più terribili urti imperialistici. (certo le nazionalizzazioni e il controllo pubblico IRI, lo preferisco alle privatizzazioni liberiste degli anni 90', questo ci tenevo a precisarlo).

5) Il corporativismo altro non fù che l'organizzazione settoriale in difesa di strati specifici della borghesia, e nella pratica asservi i lavoratori alle regole del mercato e soprattutto al grande capitalismo finanziario. Il corporativismo con una insostenibile parità tra capitale e lavoro aveva legato a sè in un rapporto di reciproco controllo e interessi, grande industria e alta finanza.
Il corporativismo fascista non è affatto assimilabile al Socialismo. Sintetcamente si può dire che il Socialismo è sviluppo qualitativo rivolto ai bisogni reali individuali e collettevi, mentre il corporativismo valorizzò sopratutto il profitto del capitale privato (come nel caso dell'IRI).
In pratica, nell'Italia fascista (e nella Germania nazista) i lavoratori furono completamente privati della possibilità di far ascoltare i propri bisogni e di difendere i propri interessi. L'ESITO FINALE DEL CORPORATIVISMO FU DUNQUE QUELLO DI FAVORIRE IL CAPITALE!

6) L'introduzione della Previdenza Sociale fu un innovazione importanissima. Ma l'Italia, come già avveniva in altri paesi, si stava solo adeguando ai tempi che cambiavano (poi bisognerebbe effettivamete vedere se tutti avevano l'opportunità di ususfruire di questi servizi!), esattamente come in tutti i paesi industrializzati. Il fascismo ha copiato delle “innovazioni” che erano già state introdotte in altri paesi, e in altri tempi, per cui prima o poi sarebbero arrivate in Italia con o senza il Fascismo.
- Introduzione delle 40 ore settimanali, 8 ore giornalieere: negli USA esisteva già con una legge del 1867, poi ribadita nel 1886, dopo una lunga serie di scioperi e proteste. In russia con i bolscevichi. Quindi non si trattò affatto di una novità del regime fascista e di Mussolini!
- Il Libretto del Lavoro: il libretto del lavoro viene inserito in Francia dal Primo Ministro Francois Guizot esattamente un secolo prima che in Italia, nel 1830.
- Assicurazioni di Invalidità e vecchiaia: è scoretto e antistorico affermare che furono Mussolini e i fascisti ad inventare le prime forme di assicurazioni. La stessa INPS (Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale) non fu un invenzione del fascismo, essa nacque ne 1898 con la CNAS (Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali). Nel 1933 cambio semplicemente nome e divenne INFPS (Istituto Nazionale Fascista Previdenza Sociale) e nel 1943 divenne INPS.
- ECA: l'ECA (Ente Comunale di Assistenza) sostituì le vecchie e preesistenti Congregazioni di Carità cattoliche.
- Casse Rurali e Artigiani: vennere istituite molto tempo prima del Fascismo, e si richiamavano alle banche popolari tedesche ideate da Friedrich W. Raiffeisein.
- Tutela del Lavoro, donne, fanciulli: l'OMNI (Opera Nazionale Maternità Infanzia) istituto nato per l'assistenza alla maternità e della prima infanzia. Nel 1975 con la legge 698/1975 viene decretato lo scioglimento dell'Onmi, già sommersa dagli scandali per le condizioni indegne di reclusione dei minori ricoverati nei suoi istituti. Il fascismo ribadì la diversità tra uomo e donna, anche in campo sociale e tutto a vantaggio degli uomini. La soluzione della questione della tutela della maternità venne assunta non tanto nell’ottica di fornire garanzie sociali alla donna lavoratrice in quanto tale ma alla donna madre dei figli della Patria.
- La Prima Enciclopedia: Nel 1911 fu pubblicata in Inghilterra la undicesima edizione dell'Enciclopedia Britannica, in america nel 1917, in Russia nel 1926, sarebbe arrivata anche in Italia con o senza il Fascismo.
- Diritto allo Sciopero: In Italia il diritto allo sciopero venne indrotto dal Codice Zanardelli nel 1889 (insieme all'abolizione della pena di morte!). Con l'avvento del fascismo, il codice zanardelli viene sotituito dal Codice Rocco, come documento reazionario rispetto al Codice Zanardelli, ed emanato in piena logica repressiva dal regime fascista.
- Sconfitta della Mafia: Il fascismo iniziò una lotta spietata e accanita nei confronti del fenomeno mafioso. A questo scopo, Il prefetto Cesare Mori (soprannominato appunto Prefetto di Ferro!) venne inviato in Sicilia pr combattere la mafia. Mori iniziò arrestando con metodi violenti la bassa manovalanza, quando invece cominciò a indagare sui rapporti tra politica e alta mafia, cioé quella collegata ai politici e ai fascisti, venne richiamato a Roma e “promosso” Senatore, bloccando tutto.

Il risultato è che non tutti i cittadini italiani hanno diritto alla previdenza sociale e che, anche tra gli aventi diritto essa è distribuita in maniera ineguale in base al reddito: un lavoratore dell'industria riceve un trattamento diverso rispetto ad un coltivatore diretto, un mutuato INAM da uno dell'INADEL e cosi via.

Il fascismo evitò però di inimicarsi i ceti che avevano sostenuto la sua ascesa al potere ed escluse perciò dalla legislazione sociale il mondo agricolo.
Più in generale la politica del fascismo si indirizzò alla razionalizzazione dell’esistente accorpando i diversi istituti ma escludendo, come dicevamo, dalla cassa di previdenza obbligatoria così come dall’istituenda Opera Nazionale Maternità e Infanzia (ONMI) le donne del mondo agricolo.
Furono esclusi dalla Cassa di previdenza anche i mezzadri, i coloni, i dipendenti pubblici ed i dipendenti di enti locali. In relazione alle malattie la legislazione fascista prevede il diritto al sussidio dopo otto giorni di lavoro, ma per coloro che con età compresa fra i 15 ed i 65 anni abbiano lavorato almeno due anni versando almeno 24 contributi settimanali.

7) Nel settore dell’agricoltura, la politica economica del fascismo seguì due indirizzi fondamentali: aumentare la produzione del grano, anche attraverso una bonifica di zone incolte, e accrescere il numero di mezzadri e piccoli coltivatori diretti, frenando l’esodo verso le città. La “Bonifica Integrale” fu uno dei provvedimenti più importanti e un successo di propaganda per il regime fascista: le famose bonifiche (la gran parte delle terre paludose è stata bonificata prima del fascismo), dell'agropontino, furono fatte ad esclusivo interesse dei latifondisti che erano proprietari di quei terreni e le aziende cooperativiste che erano state costituite per raccogliere le commesse dell'intervento statale. La politica economico-agraria del fascismo, finì per inasprire i rapporti fra le classi sociali: il “ruralesimo” ipotizzato da Mussolini rappresentò una tendenza conservatrice nel senso di distinzione tra le varie classi sociali, (padroni e contadini!), irrigimentando la società tra cittadini e campagnoli. L'esaltazione della “vita rurale” doveva servire piuttosto, a preparare psicologicamente le masse alla nuova politica militarista ed espansionista, che costituiva la spina dorsale del mito “Mussoliniano”.
Con la “battaglia del grano”, l'italia raggiunse l'autosuffcienza nella produzione di grano, grazie all'impiego di fertilizzanti chimici, così i maggiori vantaggi andarono, ancora una volta ai grandi gruppi, come la Montecatini.

Cool La socializzazione non era altro che uno sporco compromesso (ne più ne meno come lo era stato il corporativismo!) tra lavoro e capitale, utile solo a far ingrassare il capitalista sfruttatore e affamare il lavoratore (quindi serve i padroni e lo sfruttamento). Il fascismo nacque in netta contrapposizione alle aspirazioni di giustizia dei lavoratori. Vista sotto questo profilo la “socializzazione” diventa una forma di "concessione" dall'alto, elargita dal “padrone” alla plebe. Resta il fatto che, la cosiddetta “Socializzazione del Lavoro” (socializzazione ben diversa da quella che veniva concepita dai socialisti, o dagli anarchici ad esempio) non fu mai applicata in Italia. Questa legge, sarebbe dovuta entrare in vigore il 25 aprile 1945.

9) Che la Rsi, si ispirasse ai valori del socialismo nazionale, o comunque sia del socialismo, non ci credo affatto. La RSI fu solo una repubblichetta fantoccio senza potere alcuno, che cercava disperatamente consensi per poter mandare al macello altre inconsapevoli vittime. FOSSE STATO PER I REPUBBLICHINI SAREMMO DIVENTATI I “CAGNOLINI DA GUARDIA DEL TERZO REICH”, bell'amor patrio!

10) La maggiore colpa del fascismo è stata proprio quella di aver partiticizzato il concetto di identità nazionale e di patriottismo (per cui solo i fascisti potevano dirsi Italiani! Ecco dove sta la mistificazione!) che poi ha declinato in senso sciovinista e imperialista sottomettendosi alla Germania di Hitler, e trascinandoci dritti al disastro. Ancora prima degli americani, fu il fascismo a negare e distruggere la sovranità nazionale italiana.

11) In ultima analisi, rivolgo una critica alle varie concezioni pseudo-scientifiche, ai numerosi luoghi comuni, tanto cari alla vulgata nazional-popolare e alla feccia fascistoide. E’ assolutamente capziosa l'interpretazione di marca fascistoide attualmente molto in voga secondo cui i più importanti eventi della storia moderna sarebbero il frutto di occulte trame politico-massoniche, per l’esattezza“demo-pluto-giudaico-massoniche. Al contrario, la visione dialettica, e pragmatica propria del socialismo, non si sofferma sulla fenomenologia superficiale. Tanto per fare qualche esempio i fascisti strumentalizzano la questione palestinese, magari per alimentare quella propaganda che vede il nemico nel complottista "giudaico-massone", nei poteri "forti e occulti" della massoneria, dando la colpa delle proprie crisi come sempre all'estraneo, al diverso che non è solo l'immigrato che ruba il lavoro e che "non ha diritto alla cittadinanza" ma è anche il misterioso giudeo complottatore che accatasta richezze affamando il buon lavoratore italiano, tedesco o francese che sia.

12) Il Neofascismo è stato al servizio della reazione atlantico-sionista (sionismo, intendo movimento politico, non l'ebraismo) in funzione anticomunsta, ha fatto sempre il gioco degli americani. Per quanto riguarda le “Destre Sociali” o le “Sinistre Nazionali” che si ispirano al fascismo saloino e diciannovista, a mio avviso sono solo parole vuote. Non è mai esistita una “Sinistra Nazionale” che abbia veramente preso le distanze dall'esperienza storica del fascismo e della RSI, anzi essa viene rivendicata con orgoglio. Niente di veramente sociale crede nella diseguaglianza dell'uomo, non alimenta l'industria bellica, non difende i capitalisti, la monarchia e nemmeno gli introiti privati di chicchessia.

13) Idem per l'area antagonista che va sotto la sigla di “Rosso-Bruna”. Mi dite come si fa a conciliare il principio base del socialismo (libertà, umanismo, uguaglianza di tutti gli individui) con l'antiegualitarismo di Evola e Drue La Rochelle? Io non riesco a capire perché prima evocate il filone diciannovista del fascismo delle origini, e poi vi rifate all'antiegualitarismo, alle "aristocrazie spirituali" di stampo esoterico...insomma a tutto l'armamentario ideologico tradizionalista. (ecco perché il fascismo è stato tutto e il contrario di tutto!).


Ultima modifica di FascioeMartello il Dom Mar 25, 2012 12:59 am, modificato 3 volte
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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Mer Mar 21, 2012 7:51 pm

Insomma fascismo e neofascismo, hanno sempre condito la loro propaganda con parole tipo: socializzazione, corporativismo, autarchia..............

IL MONDO E' SEMPRE STATO DIVISO TRA CHI POSSIEDE LA RICCHEZZA E CHI INVECE HA SOLO LA SUA FORZA LAVORO. ESSERE SOCIALISTI, SIGNIFICA CANCELLARE QUESTA DISPARITA', NON POSSONO ESISTERE COMPROMESSI TRA CAPITALE E LAVORO.

Il socialismo rifiuta la schiavitù e gli svantaggi pubblici-giuridici delle persone sulla base della loro appartenenza di classe oppure di qualsiasi abberante classificazione razziale.

Il socialismo deve impedire le diseguaglianze: in una comunità socialista gli individui prendono parte reciprocamente all’interesse dell’altro.

Al contrario: in un sistema di tipo capitalista, gli individui sono rapportati solamente perché dallo scambio si ripromettono un vantaggio per loro stessi e per i loro interessi. Il capitalismo, il padronato sfrutta l’impulso naturale dell'uomo a sentimenti come l’avidità e l'egoismo.
IL CAPITALISMO E IL FASCISMO OBBLIGANO ALCUNI INDIVIDUI A ESSERE AL SERVIZIO DI ALTRI.

Come si può costruire un socialismo, mentenedo i meccanismi di un economia capitalistica? (mercato, profitto, consumismo, mercificazione)
IL SOCIALISMO AUSPICA L'ELIMINAZIONE DELLA PROPRIETA' PRIVATA, E LA DISTRIBUZIONE A TUTTI GLI UOMINI DEI BENI SECONDO LE LORO NECESSITA', SENZA DISCRIMINAZIONE ALCUNA (in poche parole la proprietà collettiva).

Se USN vuol dimostrare di essere qualcosa di diverso dal reazionarume fascista e “destroso”, deve fare una sola cosa: riconoscere il carattere reazionario e conservatore del fascismo, (stessa cosa per il neofascismo e l'evolismo). Oppure ne può fare un’altra: confluire nellla destra di Storace! O come a già detto Praedur in Fascismo & Libertà e Nuovo Ordine Nazionale........ma per favore lasciate perdere il socialismo nazionale....

Siete disposti a compiere questo passo?
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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Dom Mar 25, 2012 11:14 am

E del comunismo cosa ne pensate?
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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Lun Mar 26, 2012 6:11 pm

rossolittore ha scritto:
E del comunismo cosa ne pensate?
Il Socialismo Nazionalitario come ideologia politica è alternativo al comunismo, di questo (sarebbe più giusto parlare di socialismo reale) non condividiamo: l'autoritarismo, il collettivismo da "caserma" e l'internazionalismo inteso come cosmopolitismo (trozkismo, sinistra comunista). Ciò che ci accomuna invece è la "sete" di Giustizia Sociale e Uguaglianza. Spero con questo di non essere tacciato di "filocomunismo" per aver espresso un fatto ovvio.
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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Mar Mar 27, 2012 1:05 pm

Italicvs ha scritto:
rossolittore ha scritto:
E del comunismo cosa ne pensate?
Spero con questo di non essere tacciato di "filocomunismo" per aver espresso un fatto ovvio.
Ossia?
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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Mer Mar 28, 2012 10:14 am

rossolittore ha scritto:
Italicvs ha scritto:
rossolittore ha scritto:
E del comunismo cosa ne pensate?
Spero con questo di non essere tacciato di "filocomunismo" per aver espresso un fatto ovvio.
Ossia?
Non mi pare di parlare per enigmi, il pensiero Socialista nella sua interezza mira all'uguaglianza e alla giustizia sociale (pur con dei distinguo ben precisi tra le diverse anime socialiste) al contrario il fascismo mittel-europeo è stato anti-egalitario.
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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Lun Lug 02, 2012 10:49 pm

Praedur ha scritto:
U.S.N. ha scritto:
Innanzitutto saluto Italicus con cui già parlavamo ai tempi del forum di Sinistra Nazionale.


Chi ha parlato fino ad adesso (come tale Rosso Littore clonando un vecchio nome di uno dei nostri iscritti) a nome nostro è pregato di non farlo più, visto che abbiamo un Ufficio Politico e un Uff. Formazione.


Detto questo, ringrazio tutti per l'interesse (negativo o positivo che sia) verso U.S.N.

Nessuno di noi rinnega le proprie origini, ma è facile vedere che siamo l'unico partito con talune origini
che è uscito dalla Palude Nera della Destra per fare un cammino DIVERSO.

Risponderò a ogni msg di questo lungo thread risposta per risposta, con pazienza

grazie per chi avrà voglia di leggere.

UFF. FORMAZIONE USN-RSI
Quello che non sopporto è la menzogna e voi del cssn, caro U.S.N., siete bugiardi e ipocriti fino al midollo. Come è stato detto più volte l'autentico Socialismo Nazionale (o Nazionalitario) non è la dottrina economica del fascismo ma un'ideologia alternativa si alla socialdemocrazia e al comunismo ma totalmente estranea al fascismo italiano, al nazional-socialismo tedesco e a tutto il fascismo mitteleuropeo novecentesco. Il fascismo fu reazione, il Socialismo Nazionale (o Nazionalitario) il suo opposto per cui i fascisti non possono rivendicare continuità con il Socialismo Nazionale perchè totalmente ingiusto e antistorico e questo ve lo dice un ex missino cresciuto a "pane e Niccolai (Beppe)" e non certo il primo venuto antifà. Siccome siete fascisti entrate in Fascismo e Libertà o nel Nuovo Ordine Nazionale ma per cortesia non impossessatevi di un'ideologia che non vi appartiene e alla quale siete distanti anni luce.

Tanto vi dovevo!
Michele

il tuo problema, come molti di altri criptofasci, è che "rosichi"...
il fascismo fu reazione ? la tua estrazione missina mi pare abbastanza rimarcata...
probabilmente hai letto Niccolai ma non hai capito molto. Suspect
ti consiglio di ripassare un po' la storia...
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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Lun Lug 02, 2012 10:52 pm

FascioeMartello ha scritto:
Insomma fascismo e neofascismo, hanno sempre condito la loro propaganda con parole tipo: socializzazione, corporativismo, autarchia..............

IL MONDO E' SEMPRE STATO DIVISO TRA CHI POSSIEDE LA RICCHEZZA E CHI INVECE HA SOLO LA SUA FORZA LAVORO. ESSERE SOCIALISTI, SIGNIFICA CANCELLARE QUESTA DISPARITA', NON POSSONO ESISTERE COMPROMESSI TRA CAPITALE E LAVORO.

Il socialismo rifiuta la schiavitù e gli svantaggi pubblici-giuridici delle persone sulla base della loro appartenenza di classe oppure di qualsiasi abberante classificazione razziale.

Il socialismo deve impedire le diseguaglianze: in una comunità socialista gli individui prendono parte reciprocamente all’interesse dell’altro.

Al contrario: in un sistema di tipo capitalista, gli individui sono rapportati solamente perché dallo scambio si ripromettono un vantaggio per loro stessi e per i loro interessi. Il capitalismo, il padronato sfrutta l’impulso naturale dell'uomo a sentimenti come l’avidità e l'egoismo.
IL CAPITALISMO E IL FASCISMO OBBLIGANO ALCUNI INDIVIDUI A ESSERE AL SERVIZIO DI ALTRI.

Come si può costruire un socialismo, mentenedo i meccanismi di un economia capitalistica? (mercato, profitto, consumismo, mercificazione)
IL SOCIALISMO AUSPICA L'ELIMINAZIONE DELLA PROPRIETA' PRIVATA, E LA DISTRIBUZIONE A TUTTI GLI UOMINI DEI BENI SECONDO LE LORO NECESSITA', SENZA DISCRIMINAZIONE ALCUNA (in poche parole la proprietà collettiva).

Se USN vuol dimostrare di essere qualcosa di diverso dal reazionarume fascista e “destroso”, deve fare una sola cosa: riconoscere il carattere reazionario e conservatore del fascismo, (stessa cosa per il neofascismo e l'evolismo). Oppure ne può fare un’altra: confluire nellla destra di Storace! O come a già detto Praedur in Fascismo & Libertà e Nuovo Ordine Nazionale........ma per favore lasciate perdere il socialismo nazionale....

Siete disposti a compiere questo passo?

le tue sono considerazioni veteromarxiste quindi sono masturbazioni da tastiera.

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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Lun Lug 02, 2012 10:53 pm

rossolittore ha scritto:
U.S.N. ha scritto:
Innanzitutto saluto Italicus con cui già parlavamo ai tempi del forum di Sinistra Nazionale.


Chi ha parlato fino ad adesso (come tale Rosso Littore clonando un vecchio nome di uno dei nostri iscritti) a nome nostro è pregato di non farlo più, visto che abbiamo un Ufficio Politico e un Uff. Formazione.


Detto questo, ringrazio tutti per l'interesse (negativo o positivo che sia) verso U.S.N.

Nessuno di noi rinnega le proprie origini, ma è facile vedere che siamo l'unico partito con talune origini
che è uscito dalla Palude Nera della Destra per fare un cammino DIVERSO.

Risponderò a ogni msg di questo lungo thread risposta per risposta, con pazienza

grazie per chi avrà voglia di leggere.

UFF. FORMAZIONE USN-RSI
Scusa ma tu chi cazzo sei? Tutti possono venire qui e vantarsi d'essere chissà chi ma quello che conta alla fine sono i rapporti "de visu" e non quelli da dietro la tastiera di un computer caro il mio U.S.N. !

di te mi occupo appena scopro chi sei.
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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Lun Lug 02, 2012 11:17 pm

Italicvs ha scritto:
Benvenuto U.S.N.!
I confronti sono molto utili soprattutto in questo caso che partiamo da posizioni politiche diverse. Detto questo siamo in attesa del tuo contributo. Wink

ciao italicus...ci confrontavamo ai tempi del forum di Sinistra Nazionale. Very Happy

per quanto riguarda noi direi che la nostra bussola, a parte le offese ricevute in alcuni post, è il nostro programma.

non voglio intasarvi i post

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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Lun Lug 02, 2012 11:19 pm

justicialista ha scritto:
Cercherò di scrivere in maniera assolutamente serena e scevra da ogni pregiudizio "partigiano" , visto e considerato che anch'io partecipo al forum denominato "Socialismo Nazionalitario".

Voi avete dei punti fermi, punti fermi difficilmente "discutibili". Questo però non implica che io ne sia sprovvisto. Anch'io , infatti, ho dei punti fermi e non intendo barattarli o annacquarli per nulla o quasi al mondo.
Qualcuno, comprensibilmente, si chiederà: << perché non facciamo fronte comune se i nemici sono spesso gli stessi? >> . Anche talune radici storiche sono le stesse. Il sindacalismo rivoluzionario , il fiumanesimo o l'arditismo. E, parlando del presente, tutti quanti vediamo nel turbocapitalismo e nella sua ideologia mondialista e anti-comunitaria (di marca americanista) un nemico da combattere.
Ma se molti nemici e molte radici ci accomunano, perché non creare un'unica realtà di lotta?
Perché noi socialisti "nazionalitari" NON ci riconosciamo nell'esperienza del ventennio né in quella della RSI. Antifascimo militante e ossessivo? No. Demonizzazione "ad aeternum" di un regime caduto nel 1945? Nemmeno.
Il punto è che noi Socialisti Nazionalitari non possiamo accettare molte delle scelte politiche ed economiche operate da Mussolini e da ministri o gerarchi legati al fascismo regime. Non le avremmo potute acettare ai "tempi" e, ovviamente, non le possiamo accettare o lodare OGGI.

L'idea di COSTRUIRE una terza via al di là del capitalismo e del bolscevismo era e rimane apprezzabile. Ma il Corporativismo Sociale (deviando da quanto proposto dal De Ambris in quel di Fiume) spesso e volentieri parteggiò per il capitale. NON sono cresciuto solamente con i libri di scuola. Ho letto anche autori come Nolte e De Felice. Ho letto perfino le critiche che fascisti come Rossoni e Bottai mossero, pur all'interno del PNF, al regime. Ho letto anche un articolo polemico di Ramiro Ledesma Ramos, articolo che esortava Mussolini a "fare di più" contro la borghesia italiana.

L'idea di liberarsi da potenze straniere (le famose "nazioni plutocratiche") e di creare un'Italia unita e coesa. Altro aspetto che sottoscriverei col sangue. MA il nazionalismo NON doveva e non deve spingere verso intenti o imprese coloniali . Mancanza di nietzschiana "volontà di potenza"? Me ne frego. Questo è quello che penso. Prendere o lasciare.

L'idea di colpire i pescicani dell'alta finanza e i nemici della nazione è anch'essa condivisibile. MA NON E' POSSIBILE intravedere in ogni singolo ebreo un malefico Shylok o un eterno nomade pronto a devastare ogni terra nella quale egli soggiorna. Le leggi razziali, in tal senso, non le posso e non le possiamo accettare. Non le dovreste nemmeno accettare voi , visto e considerato che ci furono diversi esponenti fascisti di origine ebraica al fianco di Mussolini. Vi dice niente la storia dei famosi "martiri fascisti" Duilio Sinigaglia, Gino Bolaffi e Bruno Mondolfo?

Sempre sull'intricata questione ebraica: voi spesso citate, in senso positivo e talvolta come esempio, paesi quali l'Iran o il Venezuela chavista. Tralasciando le palesi differenze esistenti tra la repubblica degli Ayatollah e quella bolivarista, mi preme farvi presente che di ebrei NE ESISTONO ANCHE DA QUELLE PARTI! Qualcuno , senza ombra di dubbio, avrà pure assunto atteggiamenti "anti-nazionali". Ma molti ebrei iraniani e venezuelani, intervistati dai perfidi media occidentali, hanno LETTERALMENTE mandato a cagare Telaviv e lo hanno fatto affermando che i governi dei loro paesi sono legittimi e per nulla "anti-semiti" o "autoritari".

Altro tasto dolente: dite che noi siamo antifascisti tanto quanto i militanti della sinistra ufficiale. Quelli che, per capirci, se non riescono a riconoscere IL NEMICO se lo devono inventare o lo devono pescare dal passato. Eppure noi di Socialismo Nazionalitario abbiamo trovato interessanti Pound e Spirito. Abbiamo, pur con i dovuti distinguo, lodato il tentativo del fascismo di sciogliere le massonerie e abbiamo apprezzato la riforma bancaria del 1936 , oltre al noto rafforzamento dello stato sociale (anche se queste operazioni erano molto diffuse nel post '29).

Chi nella sinistra ufficiale oserebbe dire/scrivere anche UNA delle cose poc'anzi elencate? Penso quasi nessuno. La nostra opposizione al fascismo storico, dunque, si basa sui tre aspetti precedentemente esaminati. Legami con i poteri forti (borghesia, clero e corona), imperialismo e leggi razziali.

E la RSI? La RSI era , volenti o nolenti, tanto e troppo vicina ai tedeschi. Inoltre, e sono le carte a parlare, la socializzazione del lavoro avrebbe dovuto trovare concretizzazione effettiva IL 25 APRILE DEL 1945. So bene che il CLN, furbescamente, cancellò quella legge. Infatti il 25 Aprile io non festeggio né sono in lutto. Se ci siamo liberati dai tedeschi, tuttavia, siamo caduti nelle grinfie degli americani. Durante le commemorazioni dell'Anpi avete mai sentito simili discorsi?

Essere contrari alle molte scelte del regime mussoliniano, quindi, non significa parlare di "mali assoluti" (categoria etico-morale e ben poco "storica") o di improbabili necessità di combattere un'inesistente infiltrazione fascista.

Il PSN, per ora soggetto virtuale e informale, non intende boicottare le attività del CS-SN né intende girare con le bandierine "rosso-nere" di Azione Antifascista. Se si presenterà la possibilità di dialogo tra le nostre due realtà, scrivo a nome mio ma anche per conto di altri simpatizzanti, saremo i primi a farci avanti.

Pur consci delle nostre DIFFERENZE e SPECIFICITA'. Differenze e specificità che esistono e che è giusto continuino ad esistere.

ritengo che dovete buttare giu una specie di manifesto per far capire meglio chi vi legge...

qualcosa del genere per capirsi...

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penso che su taluni argomenti di economia e geopolitica...in special modo SOVRANITA' NAZIONALE ci debbano essere punti di contatto.

spero non siate internazionalisti.
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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Mar Lug 03, 2012 7:48 am

GhibellinoEuropeo ha scritto:
Italicvs ha scritto:
Benvenuto U.S.N.!
I confronti sono molto utili soprattutto in questo caso che partiamo da posizioni politiche diverse. Detto questo siamo in attesa del tuo contributo. Wink

ciao italicus...ci confrontavamo ai tempi del forum di Sinistra Nazionale. Very Happy

per quanto riguarda noi direi che la nostra bussola, a parte le offese ricevute in alcuni post, è il nostro programma.

non voglio intasarvi i post

http://socialismonazionale.wordpress.com/programma/
Ciao Ghibellino Europeo, sono pure iscritto su "il rossobruno", il vostro sito su facebook, anzi se vuoi puoi far iscrivere qui tutti gli utenti del tuo gruppo. Cool Mi assumo io la responsabilità su eventuali problemi di convivenza, che dici? Sicuramente c'è molto che ci divide ma c'è anche molto che ci unisce quindi per non disperderci io direi di riunirci tutti qui. Gli unici non desiderati sono destroidi e provocatori.
Ciao!
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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Sab Lug 07, 2012 12:12 am

niun problema,
vi aspetto sia sul gruppo ROSSOBRUNO che su quello USN,
occhio a facebook che però è "urticante".

per questo in generale preferivo anni fa il PIR...

ma ovviamente adesso ci dobbiamo uniformare agli strumenti,
ma come strumenti di studio meglio forum e blog vari.

saluti
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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Lun Lug 09, 2012 3:42 pm

Camerata secondo me stiamo dando troppa importanza a una formazione politica inesistente come questa. Il punto da chiarire ai confusi è che Il Socialismo Nazionale, non mi stancherò mai di ripeterlo, non è destra (moderata, sociale, radicale), né la versione politicamente corretta del "nazional-socialismo" né strane sintesi anarco-comuniste patriottarde denominate "socialismo nazionalitario", né comunismo (marxista, marxista-leninista) ma è la dottrina politico economica del fascismo e volendole dare un'etichetta può anche essere definita di "Sinistra Nazionale".
Purtroppo il defunto msi ha fatto danni e continua a farne formando militanti al servizio della reazione borghese U$raeliana.
I nostri valori possono riassumersi in 3 parole: ITALIA, REPUBBLICA, SOCIALIZZAZIONE in contrasto con i motti destroborghesi: Dio Patria e Famiglia o Legge Ordine e Gerarchia.
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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Lun Lug 09, 2012 11:39 pm

Romanvs ha scritto:
Camerata secondo me stiamo dando troppa importanza a una formazione politica inesistente come questa. Il punto da chiarire ai confusi è che Il Socialismo Nazionale, non mi stancherò mai di ripeterlo, non è destra (moderata, sociale, radicale), né la versione politicamente corretta del "nazional-socialismo" né strane sintesi anarco-comuniste patriottarde denominate "socialismo nazionalitario", né comunismo (marxista, marxista-leninista) ma è la dottrina politico economica del fascismo e volendole dare un'etichetta può anche essere definita di "Sinistra Nazionale".
Purtroppo il defunto msi ha fatto danni e continua a farne formando militanti al servizio della reazione borghese U$raeliana.
I nostri valori possono riassumersi in 3 parole: ITALIA, REPUBBLICA, SOCIALIZZAZIONE in contrasto con i motti destroborghesi: Dio Patria e Famiglia o Legge Ordine e Gerarchia.

io guardo alle persone e come chiedo rispetto verso U.S.N.
bisogna portare rispetto anche per chi coglie altre sfumature, anche se non si tratta di Socialismo Nazionale.

per questo li invito a darsi da fare.
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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Ven Lug 13, 2012 8:16 am

Romanvs ha scritto:
Camerata secondo me stiamo dando troppa importanza a una formazione politica inesistente come questa. Il punto da chiarire ai confusi è che Il Socialismo Nazionale, non mi stancherò mai di ripeterlo, non è destra (moderata, sociale, radicale), né la versione politicamente corretta del "nazional-socialismo" né strane sintesi anarco-comuniste patriottarde denominate "socialismo nazionalitario", né comunismo (marxista, marxista-leninista) ma è la dottrina politico economica del fascismo e volendole dare un'etichetta può anche essere definita di "Sinistra Nazionale".
Purtroppo il defunto msi ha fatto danni e continua a farne formando militanti al servizio della reazione borghese U$raeliana.
I nostri valori possono riassumersi in 3 parole: ITALIA, REPUBBLICA, SOCIALIZZAZIONE in contrasto con i motti destroborghesi: Dio Patria e Famiglia o Legge Ordine e Gerarchia.
Non hai ancora capito che qui non sei gradito Romanvs? Rolling Eyes Prendine atto e vai in forum più consoni alla tua intransigenza ideologica. Twisted Evil
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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Ven Lug 13, 2012 8:19 am

Ghibellino Europeo, occhio a Romanvs che è un provocatore che cerca di mandare in vacca le discussioni, trattasi probabilmente di sbirro inviato da "indyspia". Mesi fa ha detto di appartenere all'USN ma chissà perchè non ne sono convinto. Neutral
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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Lun Lug 23, 2012 9:26 am

Occhio a giocare con le parole perchè con queste si può dire tutto e il contrario di tutto pensate che c'era in Germania un pittore fallito che aveva avuto il coraggio di chiamare "nazional-socialista" un partito razzista e antisemita ma purtroppo per lui la cosa gli portò una sfiga paurosa per cui occhio...
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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Dom Set 02, 2012 12:35 pm

NazKol ha scritto:
Occhio a giocare con le parole perchè con queste si può dire tutto e il contrario di tutto pensate che c'era in Germania un pittore fallito che aveva avuto il coraggio di chiamare "nazional-socialista" un partito razzista e antisemita ma purtroppo per lui la cosa gli portò una sfiga paurosa per cui occhio...
Ridicolo! Rolling Eyes
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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Lun Ott 15, 2012 12:47 pm

Romanvs ha scritto:
NazKol ha scritto:
Occhio a giocare con le parole perchè con queste si può dire tutto e il contrario di tutto pensate che c'era in Germania un pittore fallito che aveva avuto il coraggio di chiamare "nazional-socialista" un partito razzista e antisemita ma purtroppo per lui la cosa gli portò una sfiga paurosa per cui occhio...
Ridicolo! Rolling Eyes
Ridicolo è considerare il fascismo e il nazismo movimenti socialisti.
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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Mar Ott 30, 2012 11:33 pm

NazKol ha scritto:
Occhio a giocare con le parole perchè con queste si può dire tutto e il contrario di tutto pensate che c'era in Germania un pittore fallito che aveva avuto il coraggio di chiamare "nazional-socialista" un partito razzista e antisemita ma purtroppo per lui la cosa gli portò una sfiga paurosa per cui occhio...
Quoto NazKol! Dalle discussioni aperte vedo che c'è volontà di confondere le acque e tutto questo non mi piace. C'è chi vorrebbe inserire il Socialismo Nazionalitario nel filone delle ideologie totalitarie e reazionarie dimenticando che noi appoggiando la Democrazia Diretta ci discostiamo nettamente da un certo modo d'intendere la politica tipico di formazioni autoritarie e fascistoidi.
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Compañero

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MessaggioTitolo: Re: Socialismo Nazionale e Socialismo Nazionalitario   Mer Nov 14, 2012 9:57 am

Fiamma Rossa ha scritto:
NazKol ha scritto:
Occhio a giocare con le parole perchè con queste si può dire tutto e il contrario di tutto pensate che c'era in Germania un pittore fallito che aveva avuto il coraggio di chiamare "nazional-socialista" un partito razzista e antisemita ma purtroppo per lui la cosa gli portò una sfiga paurosa per cui occhio...
Quoto NazKol! Dalle discussioni aperte vedo che c'è volontà di confondere le acque e tutto questo non mi piace. C'è chi vorrebbe inserire il Socialismo Nazionalitario nel filone delle ideologie totalitarie e reazionarie dimenticando che noi appoggiando la Democrazia Diretta ci discostiamo nettamente da un certo modo d'intendere la politica tipico di formazioni autoritarie e fascistoidi.
Ottimo intervento che straquoto! Wink
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